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October 22nd, 2009
12:25 pm Al telefono con una agente immobiliare: AI: "... le dirò, l'appartamento e l'immobile li conosco bene, perché abito lì, proprio sullo stesso piano di questo in vendita" Io: "..." AI: "in quante persone verrete ad abitare?" IO: "beh, per ora sono da solo" AI: "ah bene, allora faremo due single sullo stesso piano!"
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October 21st, 2009
08:25 pm Sentita in coda alla biglietteria: "Vorrei andare a teatro sabato sera; vorrei qualcosa... dopo le 21, e in centro". L'imbottitura delle poltroncine e che cosa sia messo in scena vengono in secondo piano.
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October 6th, 2009
07:43 pm Parafrasando Russell, il dramma della sinistra italiana è che i suoi elettori sono molto esigenti e pieni di dubbi, mentre gli elettori di destra sono di bocca buona e pieni di certezze.
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September 19th, 2009
10:59 pm - Opposizione Fare l'opposizione non significa dire no, significa saper manovrare perché le cose cambino. Angelo Guglielmi, L'espresso n.38 2009
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August 22nd, 2009
09:50 am LE MAITRE. Jacques, vous êtes un barbare ; vous avez un coeur de bronze. JACQUES. Non, monsieur, non, j'ai de la sensibilité ; mais je la réserve pour une meilleure occasion. Les dissipateurs de cette richesse en ont tant prodigué lorsqu'il fallait en être économe, qu'ils ne s'en trouvent plus quand il faudrait en être prodigue....
IL MAESTRO. Giacomo, lei è un barbaro; lei ha il cuore di bronzo. GIACOMO. No, signore, no, ho molta sensibilità; ma la tengo per una migliore occasione. I dissipatori di questa ricchezza l'hanno così tanto prodigata quando bisognava farne economia, che non gliene resta più quando bisognerebbe esserne prodighi....
Denis Diderot, Jacques le Fataliste et son maître, p. 245.
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August 8th, 2009
10:50 am Avendo due risposte possibili a una questione, e quindi il 50% di possibilità di dire la cosa giusta, ragionandoci un po' riesco sempre a sbagliare.
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July 23rd, 2009
10:09 pm Primi starnuti: l'ambrosia sta arrivando.
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July 5th, 2009
08:34 am La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltano letti ma scritti con disattenzione. Oppure con un'attenzione che fa parte dell'intesa autore-lettore. Si legge come si fuma, per tenere occupate le mani e gli occhi. LIbri già cominciano a trovarsi abbandonati sui sedili dei treni. Sono stati letti per abitudine, per noia, per orrore del vuoto e di se stessi. Tra i vizi, la lettura, come diceva Valéry Larbaud, è il vizio impunito, ma in certi casi smettere di leggere come di fumare può evitare gravi conseguenze. Si può anche leggere un libro per sospetto e per invidia (...) Il terzo modo di leggere un libro è il più semplice, ma è proprio dei grandi lettori. Si acquista con l'età, l'esperienza, oppure è un dono che si scopre in se stessi, da ragazzi, con la rivelazione delle prime letture. Si tratta di non abbandonare mai "quel" libro, di lasciarlo e riprenderlo, di "andarci a letto". Ma poiché questo modo è suggerito soltanto dai grandi autori, col tempo si resta circondati soltanto da ottimi libri. E si diventa perfidi, si arriva a capire un libro nuovo ad apertura di pagina, a liberarsene subito. E se invece il libro convince, a lasciarlo per qualche tempo sempre a portata di mano, sul tavolo o sul comodino, poiché la sua sola vista procura un vero piacere, né si teme di finirlo presto: lo scopo di questi libri è infatti di esere riletti, di farsi riprendere quando tutto va male, quando ci sembra che la verità possa esserci confermata non da quello che succede intorno a noi, ma da quello che è nelle pagine del libro. Tutti i grandi libri sono stati letti e continuano ad essere letti così. È più esatto dire che non si tratta di leggerli, ma di abitarli, di sentirseli addosso. Facendone il conto, ognuno trova che i suoi si riducono ad un centinaio, largheggiando. E molti di essi hanno aspettato anni e anni prima di essere ripresi, in un giorno di particolare disgusto esistenziale. Ma è la loro forza. Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, p. 353.
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July 1st, 2009
09:39 pm Ed è Petrolini che suggerisce ancora, a giovani che non l'hanno mai visto e sentito, l'ironia verso se stessi, la calma dell'«under-statement», la meravigliosa litote popolana. «Cretino», dice un giovane al suo amico. E questi, guardando me e fingendosi preoccupato: «Già si è sparsa la voce». Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, p. 334.
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June 16th, 2009
10:13 pm Davanti ad un paesaggio l'italiano "povero" non si commuove, non lo vede cioè come un fatto armonico e intangibile (suscitatore di varie emozioni e presidio della memoria, se si vuole) ma lo scompone nei suoi singoli elementi utilitari. Quel che gli serve, se lo prende, il resto lo distrugge. Agisce infine come un essere talmente inserito nella natura da non avere la capacità di ammirarla, ma soltanto quella di servirsene. Sotto certi apsetti, l'italiano povero è un roditore.
Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, p. 277
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June 9th, 2009
11:06 pm Ho qui sul tavolo un manoscritto che dovrei leggere, tanto per un giudizio, ma non ce la faccio. So quel che mi aspetta: avventure tumide, sentimentali, sessuali e autobiografiche. Per questo tipo di donne, scrivere un romanzo significa raccontare male le stesse cose che riescono a nascondere così bene quando le fanno.
Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, p. 248.
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10:25 pm Poteva anche pensarsi un idealista, ma la forma dei seni in una donna aveva grande importanza per lui.
Saul Bellow, Herzog, p. 24
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May 23rd, 2009
08:51 am Pensava e pensava di continuo, ma non ne risultava mai niente di chiaro.
Saul Bellow, Herzog, p. 146
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May 16th, 2009
08:48 am Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. E ormai non sono più gli autori ad allontanarci dai loro libri, ma i loro lettori.
Ennio Flaiano, in "La solitudine del satiro".
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May 1st, 2009
02:25 pm Che farabutte erano - Madeleine, Zelda... le altre. A certe donne non importa il male, il danno che ti fanno. Una ragazza, secondo Zelda, ha il diritto di aspettarsi dal marito notturno soddisfacimento erotico, sicurezza, denaro, l'assicurazione, pellicce, gioielli, serve e servitori, tendaggi, vestiti, night club, country club, automobili e teatri!
Saul Bellow, Herzog, p.52
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April 13th, 2009
10:48 pm Quest'incubo della vita è stato potente e continuo e, pur tra le sue assurdità, ha saputo avere un'aria di coerenza e quasi di naturalezza.
Vitaliano Brancati, Il bell'Antonio
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March 28th, 2009
01:58 pm A dix ans, j'étais sûr de moi: modeste, intolérable, je voyais dans mes déconfitures les conditions de ma victoire posthume. Je gagnerais la guerre à force de perdre les batailles.
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Hier j'ai mal agi puisque c'était hier et je pressens aujourd'hui le jugement sévère que je porterai sur moi demain.
A dieci anni ero sicuro di me: modesto, intollerabile, vedevo nei miei smacchi le condizioni della mia vittoria postuma. Avrei vinto la guerra a forza di perdere le battaglie.
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Ieri ho agito male poiché era ieri e oggi presento il giudizio severo che darò su di me domani.
Jean-Paul Sartre, Les mots.
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March 23rd, 2009
07:07 pm La morte era il mio capogiro, perché non amavo vivere. (...) Mi interessavo anch'io alle donne e alle auto, ma con più zelo che desiderio: non ero sulla terra per godere ma per fare un bilancio.
Jean-Paul Sartre, Les mots
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March 16th, 2009
08:29 pm - Qu'ai-je, donc, Seigneur, pour que vous m'ayez choisi? - Rien de particulier - Alors, pourquoi moi? - Sans raison - Ai-je au moins quelques facilités de plume? - Aucune. Crois-tu que les grandes oeuvres naissent des plumes faciles? - Seigneur, puisque je suis si nul, comment pourrais-je faire un livre? - En t'appliquant
- Che cosa ho dunque, Signore, che vi ha fatto scegliere me? - Niente di particolare - Allora, perché io? - Senza ragione - Ho almeno una certa facilità di scrittura? - Nessuna. Credi che le grandi opere nascano dalle scritture facili? - Signore, poiché sono così scarso, come potrò scrivere un libro? - Applicandoti
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January 24th, 2009
06:29 pm Capire un popolo che è riuscito a trasformare "aqua" in "o" appare impresa improba.
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